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Università italiana bocciata nel mondo
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I-man
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MessaggioInviato: Dom 11 Ott, 2009 - 16:32    Oggetto: Rispondi citando

Una volta Daliento (ad ED) parlando dei problemi dell'uni ci disse che l'universita' anglosassoni erano piu' facili delle nostre proprio in virtu' della modalita' di esame basata su questi test. Lui ci fece un esempio di un ragazzo che era andato in Inghilterra con l'erasmus che aveva una media non troppo alta (sul 24) e riusci' a fare in tre mesi il quello che loro fanno in 6 ottennendo voti altissimi. Mi ricordo che disse "un nostro studente è costretto a lavorare con eq differenziali a imparare teoremi su teoremi quando va' all'estero quelle quattro chiacchiere se le impara in un lampo".
Beh è passato quasi un anno, le parole usate non saranno le stesse, ma il succo era questo. (Magari se qlcun altro si ricorda qsto esempio puo' integrare..)
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Nella vita non è importante come colpisci, l´importante è come sai resistere ai colpi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti
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marcus
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MessaggioInviato: Dom 11 Ott, 2009 - 16:35    Oggetto: Rispondi citando

hotbird ha scritto:
Dario84 ha scritto:
Questo è vero in parte, dipende dall'intelligenza del prof.
Ce ne sono tantissimi che si accorgono al volo se le cose che gli vengono dette sono "imparate" o "capite". Basta una domandina ben mirata.


Se e' un professore e' intelligente tanto capisce quando esponi oralmente, tanto quando esponi per iscritto.

marcus ha scritto:
vabbè ma un madrelingua è sempre un madrelingua. Non vedi che da noi ci provano e che spesso non si capiscono neanche loro da soli?


Basta saper pronunciare bene le parole, poi e' logico che chi non e' madrelingua ha l'accento diverso. Perche' ti pensi che nelle universita' britannico/americane tutti i professori sono di madrelingua?

marcus ha scritto:
Inoltre non dimenticare che è risaputo in Europa che le uni Italiane e Tedesca scassano le balle. Vorrei solo chiarire un'ultima cosa: perchè cambiare una didattica che ha prodotto menti geniali?


Perche' per ogni mente geniale, l'universita' italiana produce 1000 disoccupati e altri 1000 saranno magari assunti da aziende che li sottopagano per imparare il mestiere.
Poi ti ricordo che le menti geniali si producono a Cambridge e Oxford, a Berkley, al MIT, ad Harvard, a Ethon etc. In Italia non si producono menti geniali, sono i geni che si adattano alla didattica.


marcus ha scritto:
mentre la baronia è sempre li? l'unico nostro problema è questo.


Fai investire a privati nell'universita'. Ti faccio vedere come li tengono sotto schiaffo ai professori....


guarda, sul fatto degli orali credo che tu abbia torto. Sapersi esprimere non è cosa da poco, meglio imparare ste cose all'uni. Per quanto riguarda le menti geniali, anche qui ti do torto, perchè tutte le uni da te citate producono buoni informatici, ma parlamoci chiaro la nostra economia non si basa e non si baserà mai su quello. Non dimentichiamo che i migliori ricercatori(che non sono in Italia purtroppo), sono spesso Italiani, posso anche capire che avranno doti innate ma cmq senza una buona formazione non fai niente. Quando si tratta di sopprimere gli imbrogli alzo le mani, però se si disdegna un metodo, che tra l'altro fa parte della nostra tradizione allora sono contrariato.
Basta notare che per seguire i modelli americano e inglese, stiamo sfasciando la didattica. Non tanto per quanto riguarda i finanziamenti, ma proprio il fatto di adattare l'università al mondo del mercato. Si sta trasformando l'università in laurefici e questo produce disoccupazione. Dopotutto se si hanno grandi quantità di cosa (lauree), queste cose per il mercato valgono sicuramente poco.
Infine non ti fossilizzare su Mit e berkley, perchè anche in Italia abbiamo settori (quali automazione agricola, nucleare,chirurgia e meccanica) che trovano mercato e producono grosse rivulozioni. Purtroppo in Italia su queste cose non ci facciamo i film, pensiamo solo a denigrare quello che abbiamo e mentre noi copiamo i loro modelli, disdegnando i nostri. Loro fanno tesoro del nostro modo di essere...
Inoltre non sono poche le persone che vanno all'estero perchè le università sono molto facili, anche quelle da te citate. Quindi non credere che siano tanto meglio di noi e producono menti geniali. Ma è solo una cosa che cambia, l'università intesa da loro mira a produrre professionisti (già formati in tutto e per tutto, in un ramo particolare) da noi invece (almeno ad ingegneria) si tende a dare una forma mentis, che servirà per trovare soluzioni non ad un solo problema ma a svariati problemi...


riguardo la tua ultima affermazione è sempre relativo, quelle persone sono camaleontiche e poi sono entrate con le pezze al culo .Ora stanno facendo i soldi però, quindi c'è anche la possibilità che riorganizzino solo il loro business in altro modo, ma il problema rimarrà sempre lo stesso (per chiarire non parlo dei politici, che c'entrano ben poco). In pratica il privato di cui parli potrebbe coincidere con loro.
Basterebbe mettere delle graduatorie per le assunzioni, PUBBLICHE. Ed assoggettarli ad un organo di controllo tipo provveditorato agli studi, per far si che non se la suonino e se la cantino. Perchè non organizziamo un incontro? coinvolgendo anche i sindacati studenteschi?
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omegasal
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MessaggioInviato: Dom 11 Ott, 2009 - 17:34    Oggetto: Rispondi citando

Ne hanno parlato stamattina a 1mattina.
C'era il rettore dell'università la sapienza.
Hanno detto il fatto del 205° posto e che mancano investimenti sulla ricerca,quello è il problema.
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marcus
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MessaggioInviato: Dom 11 Ott, 2009 - 22:01    Oggetto: Rispondi citando

omegasal ha scritto:
Ne hanno parlato stamattina a 1mattina.
C'era il rettore dell'università la sapienza.
Hanno detto il fatto del 205° posto e che mancano investimenti sulla ricerca,quello è il problema.


un rettore non poteva dire nient'altro. Mica hanno coscienza quella gente. Mica poteva dire che la causa sono tutte le scelleratezze che ogni gg compiono.
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Riozen
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MessaggioInviato: Dom 11 Ott, 2009 - 22:59    Oggetto: Rispondi citando

Marcus sei berlusconiano ? Molto Felice Molto Felice Molto Felice Molto Felice
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marcus
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MessaggioInviato: Dom 11 Ott, 2009 - 23:43    Oggetto: Rispondi citando

Riozen ha scritto:
Marcus sei berlusconiano ? Molto Felice Molto Felice Molto Felice Molto Felice


di una destra che non esiste più. Ma che c'entra questo con l'università?
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hotbird
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MessaggioInviato: Lun 12 Ott, 2009 - 11:03    Oggetto: Rispondi citando

marcus ha scritto:
guarda, sul fatto degli orali credo che tu abbia torto. Sapersi esprimere non è cosa da poco, meglio imparare ste cose all'uni.


Nell'universita' anglosassone ci si impara ad esprimere stando tra gli altri, non dicendo a campanello la lezione di elettronica. Il problema e' che qui in Italia si sottovaluta troppo la vita sociale perche' "si deve studiare". E se partiamo con l'assumere che studio=libro significa che i nostri orologi si sono fermati al 1800.

marcus ha scritto:
Per quanto riguarda le menti geniali, anche qui ti do torto, perchè tutte le uni da te citate producono buoni informatici, ma parlamoci chiaro la nostra economia non si basa e non si baserà mai su quello.


Non mi risulta che qui in Italia l'economia sia molto diversa dal resto dell'Europa. Non ho mai conosciuto un minatore come non ho mai usato il baratto come metodo di pagamento.
Anche in Italia, come nel resto d'Europa, l'economia e' spinta dalle imprese (soprattutto le piccole/medio). Credo che inserire persone altamente formate a svolgere il proprio lavoro aumenti di non poco la produttivita'.


marcus ha scritto:
Non dimentichiamo che i migliori ricercatori(che non sono in Italia purtroppo), sono spesso Italiani, posso anche capire che avranno doti innate ma cmq senza una buona formazione non fai niente.


E' una cosa un po' estrema da dire. Si, l'universita' Italiana forma delle persone per lavorare in ambito accademico (e NON imprenditoriale), ma d'altra parte se ne senti parlare cosi' tanto e' perche' i ricercatori che stanno all'estero, essendo una denuncia vivente della corruzione del sistema, vengono spesso portati ad esempio dai media.

marcus ha scritto:
Quando si tratta di sopprimere gli imbrogli alzo le mani, però se si disdegna un metodo, che tra l'altro fa parte della nostra tradizione allora sono contrariato.


Tutti ci dicono "fate schifo!". Noi invece di scegliere di migliorare, continuamo a fare schifo quanto prima perche' non vogliamo lasciare la nostra "tradizione" di fare schifo....

marcus ha scritto:
Basta notare che per seguire i modelli americano e inglese, stiamo sfasciando la didattica. Non tanto per quanto riguarda i finanziamenti, ma proprio il fatto di adattare l'università al mondo del mercato. Si sta trasformando l'università in laurefici e questo produce disoccupazione. Dopotutto se si hanno grandi quantità di cosa (lauree), queste cose per il mercato valgono sicuramente poco.


Sicuro che l'universita' si sta adattando al mondo del mercato??? Per esempio, la laurea triennale (che una delle poche cose che si possono portare ad esempio di "adattamento" al sistema americano) sarebbe davvero utile se servisse a qualcosa. Il problema e' che hanno rifatto la facciata del palazzo mentre tutto il resto crolla.
Per quanto mi riguarda dovevano come minimo rifare la struttura dei corsi, eliminare parecchie cattedre, assumere docenti formati, inserire ore di laboratorio, introdurre il sistema dei tutor.
In definitiva credo che si siano fatte le cose a meta' e cio' ha messo in piedi un sistema ibrido che non funziona.

marcus ha scritto:
Infine non ti fossilizzare su Mit e berkley, perchè anche in Italia abbiamo settori (quali automazione agricola, nucleare,chirurgia e meccanica) che trovano mercato e producono grosse rivulozioni.


Non sto dicendo che in Italia fa tutto schifo, solo che non puoi comparare l'Universita' degli studi di Napoli Federico II col MIT o con Berkley. Se fai a meno, per cinque minuti, del tuo nazionalismo e ti fai un giro al MIT o a Berkley capisci anche il perche'.

marcus ha scritto:
Purtroppo in Italia su queste cose non ci facciamo i film, pensiamo solo a denigrare quello che abbiamo e mentre noi copiamo i loro modelli, disdegnando i nostri. Loro fanno tesoro del nostro modo di essere...


Semplicemente assumono ricercatori Italiani, se li preparano a lavorare nelle loro universita' e ci fanno un sacco di soldi. Il sistema Italiano e' obsoleto e superato e va cambiato. Dato che il sistema anglosassone e' il migliore al mondo, mi sembra un ottimo punto di partenza.

marcus ha scritto:
Inoltre non sono poche le persone che vanno all'estero perchè le università sono molto facili, anche quelle da te citate. Quindi non credere che siano tanto meglio di noi e producono menti geniali.


Di questa perla di saggezza ne puoi fare un quadretto e lo appendi all'entrata della sede di Agnano per tirare su il morale di varca la soglia ogni mattina.

Ti faccio un esempio per chiarire questo aspetto.
Io voglio diventare cuoco ed essere assunto in un ristorante.
In Italia frequenterei un corso di laurea dove non farei mai laboratorio, ma in compenso avro' imparato a memoria quali sono le proprieta' nutritive del sedano, come viene prodotto in agricoltura biologica e quanti amidi rilascia nell'acqua se lo bollisco con le melenzane e i cavolfiori.
Ovviamente se qualcuno mi chiede di preparare a tavolino una ricetta, posso calcolargli la percentuale di sodio ottimale per favorire la diuresi.
Una volta laureatomi, pero', non saro' neanche in grado di cucinare la pasta.

In un paese anglosassone frequenterei un corso di laurea dove inizio a cucinare dalla mattina e finisco il pomeriggio alle 5, saprei come cucinare un'enorme quantita' di piatti diversi e dall'esperienza che ne deriva ne sapro' creare degli altri.
Poi se voglio approfondire la materia, diventare un ricercatore, frequentero' un master o un PhD dove saro' ulteriormente formato.

Ovviamente alla domanda: "dov'e' piu' facile l'universita'?", risponderei la seconda e alla domanda "dov'e' piu' utile e produttivo?" risponderei la seconda. Adesso forse ti sara' chiaro perche' il MIT e' la prima universita' mondo e la Fed II la 400esima.

Ci chiediamo quindi: e' davvero utile complicare le cose fino agli estremi? Pensare che quanto piu' le cose sono difficili, tanto piu' sono efficaci, e' un po' 700esco.

marcus ha scritto:
Ma è solo una cosa che cambia, l'università intesa da loro mira a produrre professionisti (già formati in tutto e per tutto, in un ramo particolare) da noi invece (almeno ad ingegneria) si tende a dare una forma mentis, che servirà per trovare soluzioni non ad un solo problema ma a svariati problemi...


Si si, la forma mentis... Ormai sta diventando una barzelletta. Una volta che l'hai acquisita mettila sullo scaffale dello studio e ricordati di spolverarla ogni settimana.

marcus ha scritto:
riguardo la tua ultima affermazione è sempre relativo, quelle persone sono camaleontiche e poi sono entrate con le pezze al culo .Ora stanno facendo i soldi però, quindi c'è anche la possibilità che riorganizzino solo il loro business in altro modo, ma il problema rimarrà sempre lo stesso (per chiarire non parlo dei politici, che c'entrano ben poco). In pratica il privato di cui parli potrebbe coincidere con loro.
Basterebbe mettere delle graduatorie per le assunzioni, PUBBLICHE. Ed assoggettarli ad un organo di controllo tipo provveditorato agli studi, per far si che non se la suonino e se la cantino. Perchè non organizziamo un incontro? coinvolgendo anche i sindacati studenteschi?


Non puoi far pagare piu' tasse alle persone di quello che gia' pagano in nome dell'universita' STATALE. Io sono convinto che un centro di cultura, un'universita' della terza eta' puo' essere STATALE, ma un vero centro di ricerca e di didattica, come Berkley o il MIT, non puo' funzionare se le aziende non investono per poi prendersi i frutti del loro denaro.
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MessaggioInviato: Lun 12 Ott, 2009 - 14:11    Oggetto: Rispondi citando

hotbird ha scritto:
marcus ha scritto:
guarda, sul fatto degli orali credo che tu abbia torto. Sapersi esprimere non è cosa da poco, meglio imparare ste cose all'uni.


Nell'universita' anglosassone ci si impara ad esprimere stando tra gli altri, non dicendo a campanello la lezione di elettronica. Il problema e' che qui in Italia si sottovaluta troppo la vita sociale perche' "si deve studiare". E se partiamo con l'assumere che studio=libro significa che i nostri orologi si sono fermati al 1800.

marcus ha scritto:
Per quanto riguarda le menti geniali, anche qui ti do torto, perchè tutte le uni da te citate producono buoni informatici, ma parlamoci chiaro la nostra economia non si basa e non si baserà mai su quello.


Non mi risulta che qui in Italia l'economia sia molto diversa dal resto dell'Europa. Non ho mai conosciuto un minatore come non ho mai usato il baratto come metodo di pagamento.
Anche in Italia, come nel resto d'Europa, l'economia e' spinta dalle imprese (soprattutto le piccole/medio). Credo che inserire persone altamente formate a svolgere il proprio lavoro aumenti di non poco la produttivita'.


marcus ha scritto:
Non dimentichiamo che i migliori ricercatori(che non sono in Italia purtroppo), sono spesso Italiani, posso anche capire che avranno doti innate ma cmq senza una buona formazione non fai niente.


E' una cosa un po' estrema da dire. Si, l'universita' Italiana forma delle persone per lavorare in ambito accademico (e NON imprenditoriale), ma d'altra parte se ne senti parlare cosi' tanto e' perche' i ricercatori che stanno all'estero, essendo una denuncia vivente della corruzione del sistema, vengono spesso portati ad esempio dai media.

marcus ha scritto:
Quando si tratta di sopprimere gli imbrogli alzo le mani, però se si disdegna un metodo, che tra l'altro fa parte della nostra tradizione allora sono contrariato.


Tutti ci dicono "fate schifo!". Noi invece di scegliere di migliorare, continuamo a fare schifo quanto prima perche' non vogliamo lasciare la nostra "tradizione" di fare schifo....

marcus ha scritto:
Basta notare che per seguire i modelli americano e inglese, stiamo sfasciando la didattica. Non tanto per quanto riguarda i finanziamenti, ma proprio il fatto di adattare l'università al mondo del mercato. Si sta trasformando l'università in laurefici e questo produce disoccupazione. Dopotutto se si hanno grandi quantità di cosa (lauree), queste cose per il mercato valgono sicuramente poco.


Sicuro che l'universita' si sta adattando al mondo del mercato??? Per esempio, la laurea triennale (che una delle poche cose che si possono portare ad esempio di "adattamento" al sistema americano) sarebbe davvero utile se servisse a qualcosa. Il problema e' che hanno rifatto la facciata del palazzo mentre tutto il resto crolla.
Per quanto mi riguarda dovevano come minimo rifare la struttura dei corsi, eliminare parecchie cattedre, assumere docenti formati, inserire ore di laboratorio, introdurre il sistema dei tutor.
In definitiva credo che si siano fatte le cose a meta' e cio' ha messo in piedi un sistema ibrido che non funziona.

marcus ha scritto:
Infine non ti fossilizzare su Mit e berkley, perchè anche in Italia abbiamo settori (quali automazione agricola, nucleare,chirurgia e meccanica) che trovano mercato e producono grosse rivulozioni.


Non sto dicendo che in Italia fa tutto schifo, solo che non puoi comparare l'Universita' degli studi di Napoli Federico II col MIT o con Berkley. Se fai a meno, per cinque minuti, del tuo nazionalismo e ti fai un giro al MIT o a Berkley capisci anche il perche'.

marcus ha scritto:
Purtroppo in Italia su queste cose non ci facciamo i film, pensiamo solo a denigrare quello che abbiamo e mentre noi copiamo i loro modelli, disdegnando i nostri. Loro fanno tesoro del nostro modo di essere...


Semplicemente assumono ricercatori Italiani, se li preparano a lavorare nelle loro universita' e ci fanno un sacco di soldi. Il sistema Italiano e' obsoleto e superato e va cambiato. Dato che il sistema anglosassone e' il migliore al mondo, mi sembra un ottimo punto di partenza.

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Inoltre non sono poche le persone che vanno all'estero perchè le università sono molto facili, anche quelle da te citate. Quindi non credere che siano tanto meglio di noi e producono menti geniali.


Di questa perla di saggezza ne puoi fare un quadretto e lo appendi all'entrata della sede di Agnano per tirare su il morale di varca la soglia ogni mattina.

Ti faccio un esempio per chiarire questo aspetto.
Io voglio diventare cuoco ed essere assunto in un ristorante.
In Italia frequenterei un corso di laurea dove non farei mai laboratorio, ma in compenso avro' imparato a memoria quali sono le proprieta' nutritive del sedano, come viene prodotto in agricoltura biologica e quanti amidi rilascia nell'acqua se lo bollisco con le melenzane e i cavolfiori.
Ovviamente se qualcuno mi chiede di preparare a tavolino una ricetta, posso calcolargli la percentuale di sodio ottimale per favorire la diuresi.
Una volta laureatomi, pero', non saro' neanche in grado di cucinare la pasta.

In un paese anglosassone frequenterei un corso di laurea dove inizio a cucinare dalla mattina e finisco il pomeriggio alle 5, saprei come cucinare un'enorme quantita' di piatti diversi e dall'esperienza che ne deriva ne sapro' creare degli altri.
Poi se voglio approfondire la materia, diventare un ricercatore, frequentero' un master o un PhD dove saro' ulteriormente formato.

Ovviamente alla domanda: "dov'e' piu' facile l'universita'?", risponderei la seconda e alla domanda "dov'e' piu' utile e produttivo?" risponderei la seconda. Adesso forse ti sara' chiaro perche' il MIT e' la prima universita' mondo e la Fed II la 400esima.

Ci chiediamo quindi: e' davvero utile complicare le cose fino agli estremi? Pensare che quanto piu' le cose sono difficili, tanto piu' sono efficaci, e' un po' 700esco.

marcus ha scritto:
Ma è solo una cosa che cambia, l'università intesa da loro mira a produrre professionisti (già formati in tutto e per tutto, in un ramo particolare) da noi invece (almeno ad ingegneria) si tende a dare una forma mentis, che servirà per trovare soluzioni non ad un solo problema ma a svariati problemi...


Si si, la forma mentis... Ormai sta diventando una barzelletta. Una volta che l'hai acquisita mettila sullo scaffale dello studio e ricordati di spolverarla ogni settimana.

marcus ha scritto:
riguardo la tua ultima affermazione è sempre relativo, quelle persone sono camaleontiche e poi sono entrate con le pezze al culo .Ora stanno facendo i soldi però, quindi c'è anche la possibilità che riorganizzino solo il loro business in altro modo, ma il problema rimarrà sempre lo stesso (per chiarire non parlo dei politici, che c'entrano ben poco). In pratica il privato di cui parli potrebbe coincidere con loro.
Basterebbe mettere delle graduatorie per le assunzioni, PUBBLICHE. Ed assoggettarli ad un organo di controllo tipo provveditorato agli studi, per far si che non se la suonino e se la cantino. Perchè non organizziamo un incontro? coinvolgendo anche i sindacati studenteschi?


Non puoi far pagare piu' tasse alle persone di quello che gia' pagano in nome dell'universita' STATALE. Io sono convinto che un centro di cultura, un'universita' della terza eta' puo' essere STATALE, ma un vero centro di ricerca e di didattica, come Berkley o il MIT, non puo' funzionare se le aziende non investono per poi prendersi i frutti del loro denaro.


Innanzi tutto per economia non si intendeva la materia umanistica, bensì economia di uno stato, inteso "cosa fa mercato in quello stato e cosa no". Citando la tua osservazione sul baratto, esco off topic dicendo "tra un po riprenderai il baratto dato che non ci sono più i soldi". In ogni caso una delle fondamentali leggi su cui si basa l'economia è il concetto di bisogno e di certo si ha meno bisogno di una cosa(astratta o materiale che sia) che ha grande presenza in natura (in generale in un mercato). E ciò può essere una laurea o una mela. Esempio il valore che l'acqua ha in Europa è molto basso, perchè ne abbiamo tanta, mentre il petrolio costa molto, perchè non l'abbiamo. Se vai in Africa la cosa si inverte. La stessa cosa vale per le lauree, infatti, se ho 10000 persone laureate in Scienze tal dei tali, tutte con 110 e lode (come sta capitando spesso, tranne che da noi per fortuna), e i posti di lavoro in quel settore sono 1000, converrai con me che 9000 sicuro faranno i lavapiatti. Gli imprenditori (che di certo non sono dei coglioni), assumeranno gli altri a 3-4 euro l'ora, perchè sono consapevoli che altri 9000 attendono con ansia di finirla con i piatti ed usare la loro laurea. Dopo questo breve discorso sull'ABC dell'economia, ti dico: "per quanto concerne la didattica, ringrazia il cielo!!". perchè è l'unica cosa che i prof stanno facendo di buono, è preservarti il mercato. Perchè se esci da qui ed hai buone capacità imprenditoriali, ti dico che puoi arrivare anche a 1200€ al giorno, perchè ci sono pochi ingegneri informatici.
L'unico errore che in Italia si sta compiendo ora, è quello di produrre buoni ricercatori che costano circa 7500€ al mese, i cui frutti vengono tratti da altre nazioni. Ti faccio un esempio, noi a differenza dell'informatica( che non sono di certo male, ma non di certo a livello del Mit), abbiamo ottime facoltà di medicina (tant'è che gli americani vengono), che ahimè sono contaminate da baronie varie. Questi che a differenza di noi informatici, spesso devono vivere di ricerca, sono costretti a scappare all'estero. E capita spesso che trovano qualche farmaco o cura, per qualche brutta malattia. I brevetti dei farmaci vengono acquisiti da aziende di quella nazione, che fanno fior fior di quattrini. Quindi, succede:

- lo stato spende 7500 euro al mese per 7 anni(se si laurea in corso).

- lo stato incassa 0 €.

- lo stato Italiano che ha la mutua, paga quella nazione per un farmaco, che poteva costare 10 volte in meno.

Ritornando all'informatica ti dico perchè la ricerca (informatica) da noi non può fruttare:

Un esempio lampante è l'Olivetti, che ha fatto grandi cose in passato, ma dato che L'Italia ha un piccolo mercato informatico, per lo più basato su gestionali vari, non poteva competere con altre aziende Americane, che solo con il loro mercato interno potevano tranquillamente impostare degli standard. Standard che spesso erano di molto peggiori, della soluzione dell'Olivetti. Ma che si imponevano per problemi di compatibilità vari.

Trattiamo ora il fatto della classifica e ricolleghiamoci al discorso fatto prima, concludendo che:

- il MIT ha mercato e si può permettere la ricerca, che si autofinanzia, fermo restando che li vige la meritocrazia (importantissima).

- la federico II è infettata da baronia, non fa buona ricerca. Ma ciò non implica che il risultato siano studenti che ne sanno meno dei primi. Ma solo studenti che se hanno un minimo di buon senso o scappano in America a rafforzare la loro ricerca oppure vanno a fare software/hardware utili per il mercato della loro "fetida e marcia" nazione.

Infine riguardo i programmi che a tuo dire sono del 700, ti dico che l'università non deve rilasciare dei professionisti, almeno non tutte. Perchè il loro compito è sempre stato quello di darti buone conoscenze di base. Da come parli sembri che vuoi fare i corsi di formazione, inoltre chi ti dice che la tua futura ambizione professionale coincida con quelle di altre migliaia di persone. Dovrebbero fare corsi su misura per tutti. Come dici tu si dovrebbe fare laboratorio 13 ore al giorno, per conoscere fino in fondo tutte le svariate applicazioni dell'informatica. I loro parametri sono quelli(per la classifica AMERICANA), mi dispiace non corrispondono ai nostri. Poi è risaputo gli Americani, sono i primi finanzieri (si è visto con la crisi), i migliori per ricerca aerospaziale (vedi i Russi), i migliori cuochi, fanno le migliori macchine(si sono rivolti alla fiat) etc etc. Sono dei maniaci del loro ego, ma non stanno avendo buoni frutti a quanto pare.
A differenza nostra direi, che l'unica cosa che non fanno è sputtanarsi come facciamo noi. Abbiamo anche noi i nostri problemi indubbiamente, ma pensiamo a migliorare le cose anziché criticarle. E' facile parlare, senza avere il coraggio di far cambiare le cose. Cosa che riscontro in noi studenti, sempre schierati dalla parte dei professori, per motivi di omertà.

riguardo le tasse, ma tu credi che 1000-2000 euro annui sono tanti per quello che stai avendo? ma la retta per quelle università che citi, lo sai a quanto arriva?
Queste sono le pippe mentali che vi fanno fare i professori.

Concludo dicendo, il problema come dicevi tu è il sistema, la ricerca non c'è, non perchè la didattica non è all'altezza, bensì perchè il sistema la esclude. Finanziare di più, persone così ingorde, sarebbe come(rimanendo nell'informatica) aumentare le infrastrutture di rete per far fronte al problema del peer to peer, ma come sappiamo quegli algoritmi ingordi approfitteranno solo di tale aumento per prendere più banda. Ci vogliono modi per far si che il problema si stronchi da solo, perchè in Italia neanche i controlli possono funzionare. L'unico modo è lasciar fare al mercato, che è sistematico e crudele.


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MessaggioInviato: Lun 12 Ott, 2009 - 14:52    Oggetto: Rispondi citando

Il motore della società sono i soldi.
Senza di questi non la apri manco un'università.
Se mancano questi le università vengono penalizzate perchè sono come le banche che non rendono disponibili ai clienti i loro mutui quando ne hanno urgente bisogno.
La ricerca non è inutile,e questo il governo lo deve capire,altrimenti non finiremo mai tra i primi 100 della lista.
Lo stato ha voluto risparmiare sulla ricerca,questo è un grave errore,perchè è grazie alla ricerca che noi siamo qui,vivi e con questa tecnologia ora.
Certo in periodo di crisi meglio risparmiare sui finanziamenti per la ricerca ma non capisce che così facendo lo stato va ancora più in crisi.
Lo stato è vivo quando c'è la ricerca,l'innovazione,miglioramento sociale.
Se fosse sfruttata meglio la ricerca a quest'ora non saremmo in crisi,alla faccia dei risparmi. Idea

E dire che proprio a Napoli stavano per scoprire la cura per il cancro..ammesso che non era una bufala quando lo lessi. Confuso
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MessaggioInviato: Lun 12 Ott, 2009 - 15:52    Oggetto: Rispondi citando

omegasal ha scritto:
Il motore della società sono i soldi.
Senza di questi non la apri manco un'università.
Se mancano questi le università vengono penalizzate perchè sono come le banche che non rendono disponibili ai clienti i loro mutui quando ne hanno urgente bisogno.
La ricerca non è inutile,e questo il governo lo deve capire,altrimenti non finiremo mai tra i primi 100 della lista.
Lo stato ha voluto risparmiare sulla ricerca,questo è un grave errore,perchè è grazie alla ricerca che noi siamo qui,vivi e con questa tecnologia ora.
Certo in periodo di crisi meglio risparmiare sui finanziamenti per la ricerca ma non capisce che così facendo lo stato va ancora più in crisi.
Lo stato è vivo quando c'è la ricerca,l'innovazione,miglioramento sociale.
Se fosse sfruttata meglio la ricerca a quest'ora non saremmo in crisi,alla faccia dei risparmi. Idea

E dire che proprio a Napoli stavano per scoprire la cura per il cancro..ammesso che non era una bufala quando lo lessi. Confuso


la tua è una giusta osservazione, riguardo l'importanza della ricerca.
Ma ti posso assicurare che anche quando mio fratello era ad ing inf nel lontano 91, con tutto che c'erano i finanziamenti di una volta. Era la solita merdaccia. Quindi non è un fatto di risparmiare o meno sulla ricerca, il punto è investire sulla ricerca. Perchè attualmente è solo un costo, non un investimento. Dirai qual'è la differenza?

un investimento è un costo, che prevede un rientro. La ricerca com'è fatta oggi, cioè che i ricercatori sono scagniozzi dei prof, che li sostituiscono solamente nelle lezioni è solo un costo. Noi studenti non abbiamo sfruttato l'occasione, cioè quando si scese in piazza per il decreto gelmini, si doveva scendere contro i professori non a loro favore.
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marcus ha scritto:
Innanzi tutto per economia non si intendeva la materia umanistica, bensì economia di uno stato, inteso "cosa fa mercato in quello stato e cosa no". Citando la tua osservazione sul baratto, esco off topic dicendo "tra un po riprenderai il baratto dato che non ci sono più i soldi". In ogni caso una delle fondamentali leggi su cui si basa l'economia è il concetto di bisogno e di certo si ha meno bisogno di una cosa(astratta o materiale che sia) che ha grande presenza in natura (in generale in un mercato). E ciò può essere una laurea o una mela. Esempio il valore che l'acqua ha in Europa è molto basso, perchè ne abbiamo tanta, mentre il petrolio costa molto, perchè non l'abbiamo. Se vai in Africa la cosa si inverte. La stessa cosa vale per le lauree, infatti, se ho 10000 persone laureate in Scienze tal dei tali, tutte con 110 e lode (come sta capitando spesso, tranne che da noi per fortuna), e i posti di lavoro in quel settore sono 1000, converrai con me che 9000 sicuro faranno i lavapiatti. Gli imprenditori (che di certo non sono dei coglioni), assumeranno gli altri a 3-4 euro l'ora, perchè sono consapevoli che altri 9000 attendono con ansia di finirla con i piatti ed usare la loro laurea. Dopo questo breve discorso sull'ABC dell'economia, ti dico: "per quanto concerne la didattica, ringrazia il cielo!!". perchè è l'unica cosa che i prof stanno facendo di buono, è preservarti il mercato. Perchè se esci da qui ed hai buone capacità imprenditoriali, ti dico che puoi arrivare anche a 1200€ al giorno, perchè ci sono pochi ingegneri informatici.
L'unico errore che in Italia si sta compiendo ora, è quello di produrre buoni ricercatori che costano circa 7500€ al mese, i cui frutti vengono tratti da altre nazioni. Ti faccio un esempio, noi a differenza dell'informatica( che non sono di certo male, ma non di certo a livello del Mit), abbiamo ottime facoltà di medicina (tant'è che gli americani vengono), che ahimè sono contaminate da baronie varie. Questi che a differenza di noi informatici, spesso devono vivere di ricerca, sono costretti a scappare all'estero. E capita spesso che trovano qualche farmaco o cura, per qualche brutta malattia. I brevetti dei farmaci vengono acquisiti da aziende di quella nazione, che fanno fior fior di quattrini. Quindi, succede:

- lo stato spende 7500 euro al mese per 7 anni(se si laurea in corso).

- lo stato incassa 0 €.

- lo stato Italiano che ha la mutua, paga quella nazione per un farmaco, che poteva costare 10 volte in meno.

Ritornando all'informatica ti dico perchè la ricerca (informatica) da noi non può fruttare:

Un esempio lampante è l'Olivetti, che ha fatto grandi cose in passato, ma dato che L'Italia ha un piccolo mercato informatico, per lo più basato su gestionali vari, non poteva competere con altre aziende Americane, che solo con il loro mercato interno potevano tranquillamente impostare degli standard. Standard che spesso erano di molto peggiori, della soluzione dell'Olivetti. Ma che si imponevano per problemi di compatibilità vari.
Trattiamo ora il fatto della classifica e ricolleghiamoci al discorso fatto prima, concludendo che:

- il MIT ha mercato e si può permettere la ricerca, che si autofinanzia, fermo restando che li vige la meritocrazia (importantissima).

- la federico II è infettata da baronia, non fa buona ricerca. Ma ciò non implica che il risultato siano studenti che ne sanno meno dei primi. Ma solo studenti che se hanno un minimo di buon senso o scappano in America a rafforzare la loro ricerca oppure vanno a fare software/hardware utili per il mercato della loro "fetida e marcia" nazione.



Hai un idea un po' sorpassata di economia... Se ci fossero vere universita' italiane attrarrebbero compagnie da tutta l'eurozona (o se ti piace da tutta la European Economic Area) che verrebbero qua a fare ricerca invece di farla nei paesi nordici, in Gran Bretagna, in Germania o in Francia. Non credo che ci sia molto da aggiungere.


marcus ha scritto:
Infine riguardo i programmi che a tuo dire sono del 700, ti dico che l'università non deve rilasciare dei professionisti, almeno non tutte. Perchè il loro compito è sempre stato quello di darti buone conoscenze di base. Da come parli sembri che vuoi fare i corsi di formazione, inoltre chi ti dice che la tua futura ambizione professionale coincida con quelle di altre migliaia di persone. Dovrebbero fare corsi su misura per tutti. Come dici tu si dovrebbe fare laboratorio 13 ore al giorno, per conoscere fino in fondo tutte le svariate applicazioni dell'informatica. I loro parametri sono quelli(per la classifica AMERICANA), mi dispiace non corrispondono ai nostri. Poi è risaputo gli Americani, sono i primi finanzieri (si è visto con la crisi), i migliori per ricerca aerospaziale (vedi i Russi), i migliori cuochi, fanno le migliori macchine(si sono rivolti alla fiat) etc etc. Sono dei maniaci del loro ego, ma non stanno avendo buoni frutti a quanto pare.
A differenza nostra direi, che l'unica cosa che non fanno è sputtanarsi come facciamo noi. Abbiamo anche noi i nostri problemi indubbiamente, ma pensiamo a migliorare le cose anziché criticarle. E' facile parlare, senza avere il coraggio di far cambiare le cose. Cosa che riscontro in noi studenti, sempre schierati dalla parte dei professori, per motivi di omertà.


Io farei un esperimento: mi andrei a fare un colloquio di lavoro dicendo di avere la triennale in ing inf per vedere i requisiti minimi a livello di conoscenze che chiedono. Non in Gran Bretagna, ma a Napoli.
La prima cosa che ti chiederanno e' quali linguaggi di programmazione conosci. E tu rispondi: il C++ che ci hanno insegnato al corso di programmazione il primo anno. Ti chiederanno Java? Risponderai: No. Visual Basic? No. C#? No. Hai conoscenza approfondita di Windows Server 2003 o delle architetture di rete basate su Unix? E tu rispondi: Beh, sulla carta ti so anche calcolare la velocita' ottimale che un onda sinusoidale deve percorrere su un filo di rame per portare un segnale ad un altro computer, ma non ho conoscenze applicative.
E con questo ti sei giocato il 95% dei posti di lavoro disponibili sul mercato per un informatico a Napoli.

Io non credo che l'universita' si debba ridurre ad un corso di formazione professionale, ma neanche alla letturina del libro e nella memorizzazione dei teoremi. Ed e' inutile che dici che ti danno una forma mentis, perche' la vera forma mentis te la fai quando sbatti la testa sul monitor del computer perche' il tuo programma in Java non compila e devi capire il perche'.

marcus ha scritto:
riguardo le tasse, ma tu credi che 1000-2000 euro annui sono tanti per quello che stai avendo? ma la retta per quelle università che citi, lo sai a quanto arriva?
Queste sono le pippe mentali che vi fanno fare i professori.


No, infatti, credo che per fare un esame e pagare i professori, 1000 euro ciascuno siano un po' troppo. In America si parte da $50.000 (con riduzione per borse di studio etc.) perche' l'universita' e' privata, in Gran Bretagna non si spende piu' di £3.000 perche' l'universita' e' pubblica, ma non statale.

Ho sempre detto che la formazione e' qualcosa sulla quale ognuno di noi deve investire, ci deve mettere i soldi e pretendere il meglio, perche' la restante parte della nostra vita si basa su quello che abbiamo fatto in quegli anni.
Il mio amico di Londra ha un conto bancario che gli consente un overdraft (un debito) di £5.000 all'anno piu' i soldi delle tasse universitarie, i suoi genitori non gli pagano neanche i soldi del pranzo e lui ripaghera' in piccole rate allo Stato quando inizia a lavorare e ad avere un reddito di piu' di £15.000 all'anno.
E con questi soldi si e' pagato la sua formazione, la ricerca in universita' e non ha pesato affatto sulle spalle dei genitori.
Come vedi, basterebbe copiare.

marcus ha scritto:
Concludo dicendo, il problema come dicevi tu è il sistema, la ricerca non c'è, non perchè la didattica non è all'altezza, bensì perchè il sistema la esclude. Finanziare di più, persone così ingorde, sarebbe come(rimanendo nell'informatica) aumentare le infrastrutture di rete per far fronte al problema del peer to peer, ma come sappiamo quegli algoritmi ingordi approfitteranno solo di tale aumento per prendere più banda. Ci vogliono modi per far si che il problema si stronchi da solo, perchè in Italia neanche i controlli possono funzionare. L'unico modo è lasciar fare al mercato, che è sistematico e crudele.


Appunto per questo sono per la destatalizzazione dell'universita', in modo tale che entrando nel mercato si mettono in competizione e offrano sempre di piu'.
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MessaggioInviato: Mar 13 Ott, 2009 - 15:51    Oggetto: Rispondi citando

precisiamo che l'economia è quella, non è sorpassata, salvo se non hai idee futuristiche(dubito dall'invenzione del denaro a oggi non è cambiato nulla, sulle fondamenta). L'ho studiata e non di certo a GIP. Cmq se fai la specialistica, vedrai che risponderai si a quasi tutte le domande. Credo tranne a C#. Ma avendo fatto programmatori alle superiori, ti dico che i linguaggi di programmazione sono quasi tutti uguali. Potresti avere difficoltà se impareresti solo linguaggi procedurali, ma conoscendo un buon ibrido quale c++, java lo impari in 3 settimane massimo (io c'ho messo tanto). In ogni caso, potresti conoscere tutto quello che vuoi ma non basterebbe mai, ai fini di un colloquio, l'informatica è molto vasta. Per questo loro alla triennale ti fanno vedere pochi concetti universali, in modo tale da capire facilmente nuove tecnologie. Al contrario se si facessero tutti i linguaggi avresti poco spazio per altre materie utili, inoltre se proprio ciò ti attrae c'è Informatica. Fare l'ingegnere non vuol dire essere uno smanettone e la forma mentis è l'unica cosa che ti serve per trovare soluzioni a svariati problemi. Non ti nego che anche io quando uscirò da qui mi specializzerò in qualcosa, con corsi di formazione.

Inoltre ieri ho parlato con una mia amica Americana, che vive qui e mi ha dato delle delucidazioni sull'attuale sistema universitario. E' partita dicendomi che la mamma non ha avuto convalida della sua laurea in Italia, perchè con quella pochissima roba non c'erano corsi di laurea che completava. Poteva riuscirci solo integrando molto(la mamma parla poco l'Italiano però). Inoltre mi ha detto che l'America a causa della forte mescolanza di razze ed al fatto che si pagano fior fior di quattrini, rende i programmi molto semplici per non perdere clienti(li è un mercato dopotutto). Inoltre ha tenuto a precisare che c'è poco di americano in tutte le scoperte, la maggior parte delle cose è fatta da stranieri (intendo nati pasciuti e laureati in altri stati). E che è ovvio che sono i primi, dato che il loro metro è la pubblicazione su riviste, che come facilmente capirai sono anch'esse americane. Ha concluso dicendo: "l'università Americana con le sue strutture ha molta estetica e poca sostanza, in Italia abbiamo pessime strutture ma molta sostanza" e "quando ti laurei vai in America che con il tuo titolo li fai molti soldi". Per questo pensa a studiare e non ti abbattere che prima o poi i risultati vengono...

Per farti un mio esempio, prendi come riferimento un ristorante Italiano ed uno americano, ad esempio un MacDonald e la trattoria tal dei tali. Nel primo hai belle strutture tutto pulito e curato, ma se ci vai spesso un bel tumore lo becchi, se vai nella trattoria Italiana è una topaia ma si mangia bene. Questo è il metodo americano, maestosità ma poca sostanza.

Riguardo la destatalizzazione manco ci credo tanto. Ma non per la cosa in se bensì perchè in Italia questo è troppo pericoloso. Direi che la strada governativa attuale, con un pizzico di controllo in più, potrebbe funzionare.
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marcus ha scritto:
precisiamo che l'economia è quella, non è sorpassata, salvo se non hai idee futuristiche(dubito dall'invenzione del denaro a oggi non è cambiato nulla, sulle fondamenta). L'ho studiata e non di certo a GIP. Cmq se fai la specialistica, vedrai che risponderai si a quasi tutte le domande. Credo tranne a C#. Ma avendo fatto programmatori alle superiori, ti dico che i linguaggi di programmazione sono quasi tutti uguali. Potresti avere difficoltà se impareresti solo linguaggi procedurali, ma conoscendo un buon ibrido quale c++, java lo impari in 3 settimane massimo (io c'ho messo tanto). In ogni caso, potresti conoscere tutto quello che vuoi ma non basterebbe mai, ai fini di un colloquio, l'informatica è molto vasta. Per questo loro alla triennale ti fanno vedere pochi concetti universali, in modo tale da capire facilmente nuove tecnologie. Al contrario se si facessero tutti i linguaggi avresti poco spazio per altre materie utili, inoltre se proprio ciò ti attrae c'è Informatica. Fare l'ingegnere non vuol dire essere uno smanettone e la forma mentis è l'unica cosa che ti serve per trovare soluzioni a svariati problemi. Non ti nego che anche io quando uscirò da qui mi specializzerò in qualcosa, con corsi di formazione.


Morale della favola: dato che imparare a programmare in quanti piu' linguaggi di programmazione possibili e' utile ai fini economico-lavorativi, non si insegna all'universita'. Invece analisi II, che e' pressocche' inutile nel 99% dei posti di lavoro sul mercato, lo si insegna, anzi, e' un corso fondamentale.

E' come dire ad un medico: tu devi imparare quali sono tutte le malattie possibili su questa terra, ma poi a curare il paziente te lo impari per fatti tuoi.
La base del sistema anglosassone e': imparando a curare il paziente imparo quali sono tutte le malattie possibili su questa terra.

marcus ha scritto:
Inoltre ieri ho parlato con una mia amica Americana, che vive qui e mi ha dato delle delucidazioni sull'attuale sistema universitario. E' partita dicendomi che la mamma non ha avuto convalida della sua laurea in Italia, perchè con quella pochissima roba non c'erano corsi di laurea che completava. Poteva riuscirci solo integrando molto(la mamma parla poco l'Italiano però). Inoltre mi ha detto che l'America a causa della forte mescolanza di razze ed al fatto che si pagano fior fior di quattrini, rende i programmi molto semplici per non perdere clienti(li è un mercato dopotutto). Inoltre ha tenuto a precisare che c'è poco di americano in tutte le scoperte, la maggior parte delle cose è fatta da stranieri (intendo nati pasciuti e laureati in altri stati). E che è ovvio che sono i primi, dato che il loro metro è la pubblicazione su riviste, che come facilmente capirai sono anch'esse americane. Ha concluso dicendo: "l'università Americana con le sue strutture ha molta estetica e poca sostanza, in Italia abbiamo pessime strutture ma molta sostanza" e "quando ti laurei vai in America che con il tuo titolo li fai molti soldi". Per questo pensa a studiare e non ti abbattere che prima o poi i risultati vengono...


Le universita' Americane non sono statali e percio' non sono regolate da leggi. In pratica ognuna fa quello che vuole, ha una propria didattica, propri servizi e si sceglie i propri studenti.
L'unico modo per determinare qual e' la preparazione di un laureato americano e' conoscere l'universita' dal quale viene.
Ovviamente non mi riferisco all'universita' del paesino del Wyoming, ma ad universita' come Harvard, Berkley, MIT etc.
Dato che la qualita' varia, varia anche il loro ranking (infatti trovi universita' americane distribuite su tutta la classifica), mentre quelle italiane si piazzano dalla 250esima posizione in giu'.

marcus ha scritto:
Per farti un mio esempio, prendi come riferimento un ristorante Italiano ed uno americano, ad esempio un MacDonald e la trattoria tal dei tali. Nel primo hai belle strutture tutto pulito e curato, ma se ci vai spesso un bel tumore lo becchi, se vai nella trattoria Italiana è una topaia ma si mangia bene. Questo è il metodo americano, maestosità ma poca sostanza.


Poca sostanza? Non mi pare. Non si spiega allora perche' tutti si affannano a voler andare a studiare e non vengono in Italia se qui la didattica e' la migliore del mondo.

marcus ha scritto:
Riguardo la destatalizzazione manco ci credo tanto. Ma non per la cosa in se bensì perchè in Italia questo è troppo pericoloso. Direi che la strada governativa attuale, con un pizzico di controllo in più, potrebbe funzionare.


Troppo pericoloso? Per chi? Perche'?
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MessaggioInviato: Ven 16 Ott, 2009 - 09:40    Oggetto: Rispondi citando

Ti ripeto che quella farsata di classifica, per me oltre che ad essere di parte, ha usato metri ad hoc per mettere primi Inghilterra e America. Inoltre ti ripeto che in Italia non ci viene nessuno perchè è, se non l'universita, ma una delle università più difficili. In ogni caso io me ne sbatto che ci vengano o meno. Se avessero usato come metri:

- difficoltà
- costo
etc

cioè basandosi sulla didattica, ti dico che nella classifica stavamo facendo a cazzotti con l'università tedesca. Continuo inoltre a ripeterti: Ingegneria informatica non è informatica, qui si impara a diventare ingegneri non programmatori. Inoltre ti ho detto che se fai la specialistica avrai buona conoscenza di molti sistemi. Non puoi insegnare alla triennale i linguaggi per tre semplici motivi:

- non è un corso di formazione al lavoro
- dopo 5 anni(se ti laurei in tempo) quelle tecnologie possono essere in disuso
- dato che sei ad ingegneria, dovresti avere basi di ingegneria. E analisi anche se pesante, ne fa parte. Mi spieghi come faresti metodi? sai che senza le trasformate capiresti poco o niente di elettronica e segnali?

qui devi apprendere i concetti e migliorare la tua capacità ad apprendere in tempi brevissimi. Così quando vai in un'azienda non dirai, "non me l'hanno fatto fare", ti prendi il manuale e lo impari. Ultima ripetizione e poi mi fermo, imparare tecnicamente tutte le applicazioni dell'informatica, vorrebbe dire fare un corso di studi di 10 anni.

Da quanto traspare mi sento di consigliarti di rivedere le tue scelte, perchè secondo me hai sbagliato facoltà. Informatica avrebbe fatto per te, ho molti amici li e ti dico che fanno tutti i linguaggi del mondo. Morale della favola? nella vita faranno solo quello che hanno carpito, perchè non hanno le basi per spingersi oltre. Della serie che quando quella tecnologia svanisce stanno a piedi.
Per finire ti faccio un esempio: ma perchè ad ingegneria edile ti insegnano a fare il carpentiere? no! allora perchè vuoi imparare a fare il programmatore?

per quanto riguarda la privatizzazione, faccio una prefazione non sono uno di sinistra che parla per fare retorica. Al contrario, mi sono spesso trovato d'accordo per privatizzazione di posta, Alitalia, ferrovie etc. Ma ti dico che per l'Università e sanità ciò è pericoloso, perchè si può correre il rischio di escludere fasce sociali non abbienti a due cose fondamentali, salute e cultura. Sono però d'accordissimo a fare controlli e a dare i finanziamenti a chi realmente li merita, quindi non mi trovo molto d'accordo con il decreto Gelmini, perchè doveva infierire di più, ma tutto sommato è un primo passo.


Ultima modifica di marcus il Mar 20 Ott, 2009 - 17:32, modificato 2 volte in totale
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Citazione:
Così quando vai in un'azienda non dirai, "non me l'hanno fatto fare", ti prendi il manuale e lo impari.

Citazione:
fanno tutti i linguaggi del mondo. Morale della favola? nella vita faranno solo quello che hanno carpito, perchè non hanno le basi per spingersi oltre.
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hotbird ha scritto:


Morale della favola: dato che imparare a programmare in quanti piu' linguaggi di programmazione possibili e' utile ai fini economico-lavorativi, non si insegna all'universita'.



Ma veramenti credi che una laurea in ing informatica si possa ridurre ad imparare quanti piu' linguaggi possibili?
Qua ti insegnano le diverse tipologie di programmazione (procedurale, ad oggetti, generica). Una volta che hai capito questi 3 paradigmi di programmazione puoi usare qualsiasi linguaggio di programmazione, basterebbe solo qlche giorno per memorizzare un po' di sintassi.
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I-man ha scritto:
Ma veramenti credi che una laurea in ing informatica si possa ridurre ad imparare quanti piu' linguaggi possibili?
Qua ti insegnano le diverse tipologie di programmazione (procedurale, ad oggetti, generica). Una volta che hai capito questi 3 paradigmi di programmazione puoi usare qualsiasi linguaggio di programmazione, basterebbe solo qlche giorno per memorizzare un po' di sintassi.

Quoto in pieno.

Io sono dell'idea che alcuni nostri esami avrebbero dovuto avere o solo orale o solo scritto, ad esempio SO lo scritto è in pratica mettere su carta quello che hai in testa, di conseguenza per meglio spiegare al prof che hai capito tutto del programma del corso sarebbe meglio un faccia a faccia sin dall'inizio. Non sono le università ad essere mal organizzate ma le riforme sono lacunose e fatte a mio avviso frettolosamente e in modo approssimativo.
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I-man ha scritto:
hotbird ha scritto:


Morale della favola: dato che imparare a programmare in quanti piu' linguaggi di programmazione possibili e' utile ai fini economico-lavorativi, non si insegna all'universita'.



Ma veramenti credi che una laurea in ing informatica si possa ridurre ad imparare quanti piu' linguaggi possibili?
Qua ti insegnano le diverse tipologie di programmazione (procedurale, ad oggetti, generica). Una volta che hai capito questi 3 paradigmi di programmazione puoi usare qualsiasi linguaggio di programmazione, basterebbe solo qlche giorno per memorizzare un po' di sintassi.


quoto I-man e aggiungo, ci sono applicazioni dell'informatica che non hanno nulla a che vedere con la programmazione. tipo:

- progettazione hardware.
- assemblare sistemi.
- problemi di percorsi su reti.
- trovare nuovi protocolli.
etc etc etc

quindi non vedo a cosa possa servire. In ogni caso vedendo che sei ancora alla triennale e rivedendo in te miei vecchi ragionamenti, sulla poca utilità di alcune materie, ti dico:

un giorno capirai a cosa ti serviva, quella gran puttanata di cosa inutile che stai studiando.

Indubbiamente ci sono le boiate di alcuni professori, che si accaniscono su delle formalità. Ma chissà un giorno ti potranno tornare utili.

ritornando al discorso precedente mi accorgo di non aver risposto ad un punto. Ma date che le uni americane sono private, sei così certo che sono loro a scegliersi gli studenti? se si non ti sei mai posto la domanda: su quali basi le scelgono? dovranno sostentarsi in un modo?

ti rispondo dicendo, che per sostentarsi hanno bisogno di soldi, che provengono dagli studenti----> che si devono tenere cari cari. In un certo senso scendendo a patti con loro.
Un esempio off-topic sempre relativo all'america, un mio parente ha problemi di cuore, si è fatto visitare da un ospedale americano, che dalle classifiche dei reparti di cardiologia si presenta al primo posto. Morale della favola lo stavano per operare di urgenza al modico prezzo di 175000 euro. Io ho bloccato un attimo tutto ed ho chiesto al mio parente di farsi visitare prima in francia dove c'è la mutua, cosa gli hanno detto: "lei non ha alcuna urgenza e con buona probabilità non dovrà mai operarsi". Stessa cosa ripetuta in molti centri europei. Tutto questo per farti capire che non sempre la loro scelta adottata è la più professionale, ma prima vengono i soldi e se ciò vale per la vita di una persona, figurati che se ne fregano della cultura di uno studente.

Più in generale ti dico di non osannare quelle nazioni, per molteplici motivi, uno dei quali che sono dei guerrafondai e vivono sulla fame di continenti interi. E di apprezzare quanto abbiamo di buono nella nostra nazione, basta pensare che dalla finanza, alla telefonia, passando per molteplici campi, le grosse rivoluzioni spesso sono state fatte da Italiani. Cosa che simboleggia che il nostro sistema non è poi tanto male....
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